Apologia di un Negroni e di un Campari corretto con vino, anzi no, di un’intera bottiglia di vodka

Anche Homer Simpson si tronca col Negroni

Esordisce in un afflato indistinto di emozioni il tuo sabato mattina.

Si spegnerà, ma lo scoprirai solo più tardi, in una intricata rete di relazioni distorta dal tuo filtro emozionale ancora immaturo e fragile e ingiustificatamente ottimista e.

Forse sono proprio le cose che ami fare il sabato mattina che poi ti accompagnano nel resto della giornata, e ti sostengono fino alle sortite del sabato sera.

Perchè, il sabato sera è molto più che un vano intrattenimento nell’attesa di ritornare alle tue importanti occupazioni infrasettimanali, è il fine stesso del tuo agire e del tuo muoverti nel mondo, è il fulcro di tutte le tue attività collaterali, è la vita di per se stessa, che si materializza nell’entusiasmo che è proprio dell’essere bambini, che è una condizione che ben si unisce in una soluzione sinergica a quella di uno sguardo sul mondo degli adulti, e crea un tessuto di filantropia emozionale non solo con la tua privilegiata e di sicuro non ristretta cerchia di amici, ma con la Natura nella sua accezione intuitiva, primitiva e naturalistica, spinoziana e assolutamente filantropanteistica, qualitativo-mistica e forse divina.

Ho sempre saputo che la vodka mi avrebbe messo in contatto con il mondo, l'ho sempre sospettato..

MI PIACE A BOTTA !!!

Lo spazio creativo non si esaurisce nell’immediata percezione dell’accrescimento corporeo, dello spuntare dei peli o del cambiare di voce, prima incappa frastornato con la realtà dei grandi, aiutato in questo anche dal fatto che ci si comincia ad aspettare da te un comportamento più maturo e consapevole, poi dà origine a una serie davvero coreografica di spettacoli pirotecnici, li sorregge e li alimenta con la sua innata capacità di rendere tutto speciale, ed è solo dopo che viene meno, e lascia un vuoto che è impossibile colmare se non con un ritorno ad essa e alle sue regole, non scritte nè mai ordinate secondo un ordine logico e consecutivo, razionale.

Un ritorno alle primigenie sfere dell’inconsapevolezza è il segreto per riportare calma e tranquillità lassù, ai vertici della razionalità. O forse laggiù, tra i meandri indistinti e contorti, mai soddisfatti, sempre intricati e senza possibilità di risoluzione. Quelli della nostra primaria, costitutiva istintualità.

Campari corretto con vino, il cosiddetto Spritz

Cammino per la strada e ti vedo che scompari e ricompari nel mio campo visivo.

Tu cammini, e io ti seguo, a poca distanza.

Penso che forse non è stata una buona idea quella di uscire, forse avrei potuto rimanermene tranquillamente in casa, o forse avrei potuto restare direttamente a letto, o tagliarmi i capelli davanti allo specchio, o fare qualsiasi altra cosa, come provarmi la polo che mi sono appena comprato.

Tu ti giri e mi guardi.

-Come, ma non ti andava di uscire?

Non lo so, forse mi andava, ma mi andava anche di fare un sacco di altre cose, ma se sono qui, fuori che cammino con te a poca distanza da te, forse non mi andavano tanto quanto rimanere qui, a camminare con te a poca distanza.

O forse mi andava solo di stare con te e non di camminare, ma già che siamo qui e mi sembra di capire che tu vuoi camminare, allora è per camminare con te che sono uscito stasera.

Nel Negroni ci va siempre il Campari, beibe..

O per guardare la gente che sul marciapiedi mi passa di fianco, e pensare cosa sarebbe andato loro di fare, stasera, piuttosto che trovarsi qui a camminare su un marciapiedi stretto di via dei lovoleti e passarmi di fianco.

Esordisco con una delle mie uscite non tanto educate, ma dirette e schiette, tremendamente dirette e un po’ meno schiette, perchè passate attraverso il filtro dell’elaborazione immaginativa pre-parto verbale.

Ci libereremo mai di enrico brizzi?

-Perchè?

Non so, con un libro è diventato miliardario, con tutti gli altri che ha scritto ha reso noto al mondo che non avrebbe meritato di diventarlo.

-E’ stato solo fortunato, ma almeno ha avuto le palle di buttarsi e di sfruttare al massimo la sua fortuna quando questa si è presentata alla sua porta.

E’ solo fortuna, oppure c’è di mezzo anche qualcos’altro?

Anche il Liga si spara sempre il Campari..

Sì, c’è di mezzo la tenacia che determina gli eventi, che smuove le carte e rende possibile quello che non diresti mai. C’è di mezzo quella sensazione che se solo cavalchi un’onda quando questa si presenta, puoi arrivare a dei risultati che non avresti immaginato, e allora non è che tu ti senta il creatore di qualcosa, ma soltanto qualcuno che ha assemblato dei pezzi con l’aiuto del destino, e ha saputo recitare una parte, infilarsi in un copione, dirigere e interpretare, seguire la scia.

Tutto questo, ha fatto, il vecchio brìzi?

-Tutto questo, e se non è abbastanza, lascia che la tua onda ti sfugga, se mai il destino ti accorderà di incontrarne una, e non saprai mai dove saresti potuto arrivare.

Forse è già arrivata, e l’ho già persa.

-Forse, o forse ne hai già perse molte, e neanche tu sai quante, e continui a perderne ogni giorno, ma chi può dire dove può portarti l’onda? Può frangersi contro uno scoglio, o arrivare a bagnare la battigia e cancellare la scritta ti amo di due innamorati in riva sulla spiaggia.

Perchè, il valore intrinseco di una persona è ben diverso da quello che una persona può effettivamente diventare, bisogna vedere di che portata è l’onda, fin dove può portarti, e anche se sei realmente in grado di cavalcarla.

Non esiste la capacità effettiva di una persona, che sia in grado di manifestarsi per quella che realmente è, non esiste.

Le cose che hai scritto cinque anni fa non le scriveresti adesso, le cose che hai fatto stamattina non le rifarai mai più, mai ti capiterà in vita tua di pensare esattamente le stesse cose mentre sorseggi una tazza di caffè, perchè domani penserai a oggi, almeno per un momento, o più di uno, ieri non potevi pensare a oggi, ma a ieri l’altro. Non esiste, e forse neanche noi esistiamo.

Cosa esiste davvero?

-Esiste solo quello che vedi e quello che pensi, ed esiste solo nella tua testa, non esiste davvero, ma si muove continuamente, e non si ferma mai.

Il Negroni è siempre il Negroni, ragàssi..

Esistere vuol dire esistere, persistere, ed è molto più reale un sasso dei tuoi pensieri, perchè fra cento anni un sasso sarà ancora lì, con tutte le sue molecole e senza aver perso neanche una parte di sè, mentre tu già domattina avrai perso circa centomila neuroni, e se ti scoli un Negroni, stasera, forse anche due-trecentomila.

Vorrei poter avere anche solo la metà dei tuoi pensieri intelligenti, che riempiono i minuti e smuovono le carte.

-Le carte saranno sempre lì, anche domattina, al massimo possono ingiallire un po’, ma sono eterne rispetto ai tuoi pensieri, che vanno e vengono e durano solo una frazione di secondo e non si fermano mai.

Io stessa forse non sono padrona dei miei pensieri, anzi, senza dubbio non sono padrona dei miei pensieri.

Pensi che le cose possano cambiare il futuro? No, mio caro, se lo pensi ti stai ingannando veramente, ma non lo vedi quanto sei buffo?

La vita non è l’Apologia di Socrate, e neanche il Simposio di Platone.

Il futuro non esiste e non esisterà mai, forse esisterebbero solo una serie di possibili futuri, ma essendo solo uno quello che poi effettivamente si realizza, allora anche i possibili futuri non esistono, tranne quello possibile che poi effettivamente si realizza, ma è -ascolta bene- solo uno su una serie infinita di futuri possibili, e uno su infinito è praticamente come se non esistesse, esiste, ma è come i nostri pensieri rispetto al sasso, o alla carta che lentamente ingiallisce, è come il nostro segmento di esistenza, che rispetto all’infinità del tempo e dello spazio rende insignificanti e praticamente inesistenti sia i nostri corpi che le nostre menti, le nostre illusioni, e i nostri pensieri, le nostre cellule cerebrali e i nostri passatempi, le nostre aspirazioni, e tutte le illusioni, i nostri parametri e i nostri stili di vita.

Caro amico, forse la vita nemmeno esiste, ma se questo pensiero ci sfiorasse, più e più volte nel corso di una qualsiasi giornata della nostra breve esistenza, i nostri pensieri avrebbero il potere di ucciderci.

Un grande potere, dici tu?

Dipende da come la vedi.

Perchè, è forse un grande potere distruggere qualcosa che praticamente non esiste?

……………………

-Pensa ai miliardari, tu credi che abbiano un grande potere? Tutto il potere è un nulla, e anche brizzi probabilmente, anzi, sicuramente è un nulla, ma un nulla che sulla carta durerà più di te, se non farai qualcosa capace di durare nel tempo come ha fatto lui, un tempo che comunque è un niente, ma che pure si protrarrà per un segmento di esistenza più lungo del tuo.

Buono, ma che è?? Vodka e Martini, forse??..

All’infinito, è comunque un niente.

-Vero, e allora cosa farai? Lo vuoi vivere, questo niente, o vuoi rimanere a pensare che tanto è un niente, e che non vale la pena di viverlo?

Bisogna dimenticarsi di questo niente, altrimenti la tua vita sarà un niente anche per quel breve spazio di tempo-di fatto, un niente- in cui la tua vita si svolgerà.

Meglio vivere un segmento di un niente rispetto all’infinito, che non viverlo per niente.

-Quale sarà la differenza? Forse, niente. Forse la differenza non c’è, o forse sta proprio in questo niente. La soluzione, la differenza, sta qui, adesso, nel niente. La differenza si muove proprio in questo niente. Se davvero non c’è differenza, allora perchè non ti togli la vita in questo stesso istante? Non cambierebbe niente rispetto all’infinito, giusto?

No, non cambierebbe rispetto all’infinito, ma cambia nel qui e ora, potrei fare dei figli, e sarebbe un modo per sfuggire a questa dicotomia del niente-non niente.

-Ma sarebbe comunque un niente, prima o poi.

E allora, cosa ci resta da fare?

-Forse, semplicemente, niente. O forse dimenticare, almeno per un po’. Dimenticare non costa niente. Tanto, alla fine, non cambia assolutamente niente.

Buono il Negroni, in un bicchiere così non l'avevo mai bevuto..

E’ il niente che non cambia?

-No, infatti, ho idea che lui non cambi per niente.

E quindi, se noi siamo un niente, siamo noi che non cambiamo, e dunque siamo eterni?

-No, o forse sì, alla fine eterni come un sasso o fuggevoli come un pensiero non è molto diverso, ed essere eterni o non esserci proprio è esattamente la stessa cosa.

E cosa cambia, quindi?

-Niente, anzi, tutto e niente. Tutto cambia e si trasforma in prospettiva di diventare un niente, o forse non è nemmeno mai stato niente.

Non è nemmeno mai stato qualcosa, vuoi dire?

Qualcosa, o niente, che differenza fa? Eterno, o istantaneo, dove differisce?

Buio, luce, giorno e notte, buono e cattivo? E poi, siamo sicuri che esitano?

Forse, semplicemente, non esiste niente.

Prendiamoci un caffè, via!

E cosa cambia, se prendo un Negroni?

-Assolutamente niente, ossia due, trecentomila cellule cerebrali, quindi niente.

Non sarà mica un’apologia dell’alcolismo, la tua?

-No, non è assolutamente niente. Ugualmente ripiego  su un Campari corretto con vino.

Anche il Blasco, il mitico Vasco Rossi, beve il Negroni (oltre alla coca-cola, ovvio..)

Ugualmente? Non sarà mica la stessa cosa?

-Sì invece. Sai cosa ti dico? Mi scolo un’intera bottiglia di vodka, e sai cosa me ne frega?

Assolutamente..

-..niente, sì, proprio così.

superbravo80

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L'effetto dirompente della vodka..

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