Homer, Peter, Stan.. e poi??..

Per chi come noi è cresciuto con I Simpson è difficile immaginare di vivere in un mondo,televisivo e non, senza la famiglia gialla più pazza dell’universo.

In realtà nella lunga storia dei cartoni animati il modello della sitcom animata , di cui i Simpson sono i più illustri esponenti, ha avuto degli alti e dei bassi, dei momenti di fulgore e dei momenti di oblio.


Tutto ebbe inizio nei lontani anni ’60, quando lo studio degli Hanna & Barbera tirò fuori dal suo cilindro le serie degli Antenati e dei Pronipoti, due cartoni che da un punto di vista formale sono proprio i progenitori dei Simpson e dei Griffin.
A dispetto del tipo di humor le serie sopramenzionate condividono infatti la stessa struttura, quella della sitcom.
Ma cos’è esattamente una sitcom??..
La sitcom è quel particolare modello di racconto (tendenzialmente ma non esclusivamente televisivo) caratterizzato dallo svolgimento delle situazioni in ambienti chiusi, dalla presenza di episodi autoconclusivi e di personaggi sempre uguali a loro stessi.
La maggior parte delle sitcom, inoltre, racconta le vicende di qualche famiglia, sia tradizionale (Happy Days, I Robinson) che particolare (Una famiglia del terzo tipo).


Il termine sitcom, stando a quanto riportato dal prestigioso Webster Dictionary, fu utilizzato per la prima volta con riferimento a I Love Lucy, universalmente ritenuta il modello classico di sitcom.


Gli antenati, i pronipoti, i Simpson e i Griffin sono dunque degli “ibridi” nella misura in cui hanno adottato, stravolgendolo, il prototipo della situation comedy, mescolando con la follia e l’esuberanza verbale e grafica dei cartoon.
Protagonista di questa nascita il network a stelle e strisce Fox che sulle sitcom animate ha costruito parte della sua reputazione di canale giovane e di tendenza.
La forza dei Simpson e dei Griffin è stata quella di promuovere un tipo di racconto maturo, ricco di richiami alla realtà sociopolitica ed alla cultura pop attuale sotto la “maschera” dell’animazione.


Il risultato sono stati cartoni che hanno offerto diverse chiavi di lettura capaci quindi di accontentare sia un pubblico di giovanissimi sia un pubblico più adulto.

Inoltre le sitcom hanno rappresentato una boccata d’ossigeno per chi andava alla ricerca di un intrattenimento diverso, senza peli sulla lingua e con quel pizzico (anche più di un pizzico..) di cattiveria che non fa mai male.. e che in più faceva riflettere!!..

Non è un caso che in molto paesi I Griffin, al pari dei Simpson o South Park siano stati censurati quando non direttamente vietati..


Ma tutto questo non ci sarebe stato se fosse mancato l’altro ingrediente: la capacità di rispecchiare la società che ci circonda e fare sì che gli spettatori si identificassero con i vari personaggi proposti.
Ognuno può ritrovarsi di volta in volta nelle paure di Peter Griffin, nelle inedeguatezze di Homer Simpson o nella xenofobia di Stan Smith.
E che dire di Daria dell’omonimo cartone, cinica adolescente alle prese con una profonda difficoltà a socializzare??..


Negli ultimi anni è però innegabile che le situazion comedy animate siano almeno in parte rimaste vittima del loro stesso successo: alcune di queste, i Simpson su ti, hanno infatti perso la freschezza che ne caratterizzava gli esordi, mentre altre hanno dovuto lottare con rating non sempre all’altezza delle aspettative e con polemiche sempre più furiose che in alcuni casi hanno influito sulla loro permanenza on air (Futurama).


E poi l’affermarsi di una fascia dedicata ai cartoni politicamente scorretti, Adult Swim, per esempio, ha in modo inevitabile eroso una parte della loro audience di riferimento.
Il tutto senza contare che le ultime incarnazioni, a cominciare da American Dad per arrivare ai Boondocks, non sembrano, personalemente, all’altezza dei precedenti, o perchè fin troppo in debito con gli illustri predecessori o perchè troppo caratterizzate ed indentitarie..


E adesso??..
Cleveland, spin-off dei Griffin incentrato sul personaggio di Cleveland Brown, The Goode Family, firmata da Mike Judge il creatore di Beavis and Butt-head su una famiglia “ossessionata” dal politically correct e Sit Down Shut Up, curioso adattamento di un telefilm australiano firmato dal papà di Arrested Development Mike Hurwitz.


Insomma.. non ci resta che incrociare le dita e sperare che questi nuovi venuti sappiano dimostrarsi all’altezza dei predecessori..

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2 risposte a Homer, Peter, Stan.. e poi??..

  1. Alessio ha detto:

    Analisi lucida, direi perfetta, di un percorso evolutivo della sit-com animata da Hanna&Barbera ad oggi. I Simpson hanno rappresentato egregiamente pregi e difetti della nostra società, o meglio della società degli anni ’90, e credo che il motivo della loro incredibile durata sia dovuta alla genialità di PRECORRERE i tempi ai loro esordi (erano troppo “avanti” per l’epoca) mentre ora probabilmente sono stati superati (sono rimasti “indietro”, inevitabilmente) dai vari “American Dad”, “Cleveland” ecc ecc che sono probabilmente molto più “scorretti” e al passo con le frustazioni dell’epoca dei suddetti Gialli. Saranno all’altezza? Mah, se non lo saranno ne salteranno fuori altri e altri ancora finchè non incaselleranno quelli giusti che afferrino a perfezione le paure e le manie degli anni ’10 come fecero i Simpson nei ’90. Complimenti alla bloggista per l’analisi piacevole ed estremamente sintetica.

  2. Judleen ha detto:

    Grazie Alessio : ) ! ! !

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