Arrietty : il cielo in una zolletta di zucchero

Arrietty è una graziosa ragazzina di 14 anni. Vive con la sua famiglia in una casetta di campagna. Tokio non è lontana.


Sho ha invece 12 anni. E’ un bambino molto solo ed è affetto da una rara cardiopatia che lo costringe a letto. Si è trasferito nella stessa casa di campagna per prepararsi al delicato intervento chirurgico al quale dovrà sottoporsi.


Il riposo è fondamentale, la natura e il paesaggio bucolico saranno poi più appropriati alla successiva convalescenza.
La camera di Sho si trova proprio sopra quella di Arriety.
Curioso.
I due non si sono mai incontrati.
Eppure Arrietty e Sho hanno tante cose in comune: una grande fantasia e una preziosa sensibilità.


Due anime così affini non potevano non conoscersi.
C’è una grande unica differenza: questa diversità si misura in centimetri.
Arrietty è infatti alta 10 centimetri ma è assolutamente proporzionata.
Così come il suo universo assolutamente perfetto sotto il pavimento. Un universo di fantasia brulicante di vita e di oggetti “presi in prestito” dal gigantesco mondo “al di sopra” e riadattati con ingegno e fantasia ad un nuovo utilizzo.


Arrietty vive col papà e la mamma. Presumibilmente sono gli unici rappresentanti in in terra della loro razza. Come tutte le razze in via d’estinzione è necessario vivere con grande attenzione.
I pericoli in agguato sono sempre troppi. Uno su tutti: farsi scoprire, rendersi visibili agli occhi umani.
L’incontro tra i due adolescenti rimperà questa catena.
Non ci sarà lo scontato happy end a sistermare le cose, ma il dono di questo improbabile incontro sarà per entrambi prezioso e dolce. Come un’enorme zolletta di zucchero.
La grandezza di Arrietty e di tutta la filmografia di Miyazaki (qui nelle vesti di sceneggiatore) sta proprio nella straordinaria capacità evocativa delle immagini animate.
La narrazione non è mai scontata, non è mai retorica, non è mai consolatoria.
I suoi film riescono a parlare delle tematiche più scomode senza perdere mai la grazia.
Arrietty è forse il film più lineare dello Studio Ghibli.


Digerito l’assunto iniziale con grande naturalità (c’è tutto un mondo nascosto sotto il pavimento..), il film non cede mai a toni grotteschi o esageratamente surreali.
Anche se il progetto staziona da anni nei cassetti del grande Miyazaki, il film è diretto magistralmente da Hiromasa Yonebayas, importante animatore dello Studio Ghibli. Il maestro firma però la sceneggiatura con Keiko Niwa, adattando i romanzi di Mary Norton ‘The Borrowers’ (Gli Sgraffignoli), ambientando però la storia in Giappone.

Il film è uscito il 7 marzo in Dvd.

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