This Must be the Mafia: The Gangster Squad

Sean Penn in versione criminale faccia a faccia con Josh Brolin in ‘Gangster Squad’

 

Da rockstar decaduta a boss della “jewish mafia” americana degli anni ’40: il trasformismo di Sean Penn non conosce limiti.

Linguaggio rozzo, cappelli a tesa larga, molto fumo, mitragliette Tommy Gun, sangue e alcol a fiumi.

C’era una volta in America nella Los Angeles Anni Quaranta, un certo Mickey Cohen ex pugile professionista, poi boss del crimine.

 

Il suo rivale John O’Mara della polizia di Los Angeles avrà la stazza e il muso duro di Josh Brolin.

Il peculiare naso rotto, lo sguardo cattivo, le cravatte pacchiane, la violenza estrema e improvvisa lo hanno reso una leggenda nera nel secondo dopoguerra, così come i romanzi di James Ellroy, il cinema (Bugsy e L.A. Confidential) e il videogioco ‘L.A. Noire’ hanno contribuito a trasformarlo in icona gangster popolare ancora oggi.

 

La nuova versione per il grande schermo è tratta dal libro ‘Tales From the Gangster Squad’ del giornalista Paul Lieberman (inedito in Italia) e riletta dal talentuoso regista Ruben Fleischer.

Uscirà solo a novembre ed è già tra i film più attesi della prossima stagione.

I destini delle stelle si Hollywood di oggi si intrecciano in un gangster movie. In fondo sono quasi eredi delle star Anni Quaranta che incrociavano i veri gangster nelle notti di feste alcoliche e fumose al Mocambo o al Ciro’s sul Sunset Strip di L.A.

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