Che succede a Parigi quando scocca la mezzanotte??..

Eh, come Parigi c'è solo Parigi!!

Succede che vi siete persi, un’ auto potrebbe invitarvi a salire e portarvi negli anni ’20.

E’ quel che accade a Gil (Owen Wilson), sceneggiatore e romanziere frustrato, nella nuova fantasia europea di Woody Allen.

Il protagonista cerca la sua voce e il senso del suo lavoro. E impara a scoprirlo. Ha capito da solo che la scrittura industriale (per Hollywood) non è arte, ovviamente. Ma aveva bisogno di un’esperienza fortissima che lo riconciliasse con la sua vita.

Gil è a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel McAdams): dovrebbero sposarsi, ma la vacanza non fa che allargare la distanza che li separa.

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In fuga dalla sua vita, l’uomo si ritrova così in quegli anni Venti a lungo vagheggiati, dove finisce per prendersi una cotta per Adriana (Marion Cotillard), amante dei più grandi pittori dell’epoca.

Allen usa Parigi come fece con Manhattan, con lo sguardo dell’innamorato che anche quando vive nei luoghi del suo desiderio si sente altrove e che, non considerandosi un artista, rimpiange ciò che manca alla sua ispirazione.

Il tono, però, non è pedante: la commedia è romantica, a tratti farsesca, ma il divertissement mai auto-indulgente.

Il film, poi, è un ritratto del rapporto tra passato e presente: in qualunque epoca si viva,  l’età dell’oro sarà sempre alla spalle. Come a dire che il rimpianto è la condizione stessa del nostro immaginare.

Al Festival di Cannes, Allen ha affermato: “Midnight in Paris nasce da due ragioni in particolare, girare una storia che celebrasse Parigi, infatti la prima cosa a cui ho pensato è il titolo, e poi inserirci una vicenda che contenesse elementi magici.

I viaggi nel tempo affascinano tutti, non vi è persona al mondo che non ci ha mai pensato o non ne ha mai parlato anche se, personalmente, non cambierei il mio presente con nulla. Pensare di andare dal dentista e non avere l’anestesia mi fa perdere ogni romanticismo. Comunque sono temi che mi hanno sempre affascinato.

Da ragazzino ero un discreto illusionista: conoscevo molti trucchi ed ero attratto da qualunque cosa avesse a che fare con la magia. Forse perché speravo che ci fosse magia nel mondo: l’ho sempre cercata, ma non l’ho mai trovata. Sarebbe bello se qualcosa di magico potesse salvarci. Ma questo qualcosa non esiste”.

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“Inoltre – conclude Allen – come il protagonista è forgiato dai talenti che incontra, io sono cresciuto con il cinema europeo. E, se da ragazzino sognavo di andare a vivere a Hollywood, molto presto ho capito che non ci volevo andare. Che quella vita non sarebbe stata la risposta a niente. La mia era una sciocca illusione infantile”.

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