Cosa ne sarà del Giappone??..

Lo tsunami che ha colpito il Giappone è stato devastante, e ha cancellato alcune città

Lo so che non c’entra nulla con il cinema, e nemmeno coi racconti sulla Magia Nera che compaiono su questo sito da oltre un paio di mesi a questa parte.

Il fatto è che io (come credo anche tutti voi) ho amato e continuo ad amare il Giappone.

La cultura nipponica ci ha in un certo senso travolti e plasmati tutti sin da quando eravamo piccoli, coi manga e gli anime (quelli sui robottoni, kenshemo il guerraiolo, Dragon Ball ma anche Death Note, Piccoli Problemi di Cuore, Rossana) ma anche coi Pòkemon, la Nintendo, la Sony, la Mishima Zaibatsu.

C’è sempre stata, in Giappone, la consapevolezza del dramma legato al nucleare, all’atomo, basato sul vissuto stesso dei nipponici (Hiroshima e Nagasaki), e questo lo abbiamo ritrovato nei manga e negli anime (un esempio su tutti è l’ambientazione post-nucleare di Ken il Guerriero).

Oggi oltre al terremoto, e allo Tsunami, e alle vittime (tante, tantissime) un altro spettro aleggia, come abbiamo sentito.

Ed è sempre lo spettro del nucleare.

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CIAKMOVIE.COM!!!” /></a></p>
<p>I giapponesi erano stati gli unici, prima d’ora, ad aver sperimentato il dramma dell’attacco (consapevolmente indirizzato) di non uno, ma ben <em><strong>due ordigni nucleari</strong></em>.</p>
<p>E adesso l’incubo ritorna, con la centrale di <em><strong>Fukushima</strong></em>, e forse anche con altre 3 centrali per le quali si è già parlato di emergenza, e altissimi rischi.</p>
<p>Ci sono quattro o forse cinque centrali <em><strong>tutte attorno a Tokyo</strong></em>, se dovesse esserci il secondo disastro nucleare dai tempi di <em><strong>Chernobyl</strong></em>, a Fukushima o in altre centrali, se non addirittura in più d’una contemporaneamente (e la cosa non è da escludere) <em><strong>cosa succederebbe??..</strong></em></p>
<p>Quella che è pur sempre la terza economia del mondo, la più sviluppata ed evoluta tecnologicamente, come reagirebbe a un dramma come a <em><strong>uno o più disastri nucleari insieme??..</strong></em></p>
<p><em><strong><a href=Ecco le centrali nucleari presenti in Giappone (qui si vedono bene quelle vicino a Tokyo, in totale sono 55)

Cosa ne sarebbe di Tokyo e delle iper-megalopoli che sorgono attorno a Tokyo??..

Se la città dovesse essere abbandonata per paura delle contaminazioni??..

Pensavano di aver calcolato tutto, i giapponesi.

Pensavano che le loro centrali fossero sicure, ed erano progettate per resistere a sismi fino a 7 gradi della scala Richter.

E invece la natura li ha sorpresi, e loro, che nonostante tutto avevano sfidato l’atomo, e confidato nell’atomo “buono” (quello delle centrali, quello che -così pensavano- puoi controllare) contro quello “cattivo” dell’attacco nucleare, adesso si ritrovano a fare i conti con uno scenario dai possibili risvolti apocalittici, capaci addirittura di far impallidire uno scenario che già così ha molto di apocalittico.

Avrei voluto visitare il Giappone, visitare Tokyo, e spero di poterlo fare senza dover aspettare di diventare vecchio per paura delle contaminazioni.

E voi, cosa ne pensate??..

Dobbiamo veramente, anche noi, costruire le centrali nucleari??..

MI PIACE A BOTTA !!!

Questo è lo spaventoso grafico al computer che mostra la forza dirompente del sisma che ha colpito il Giappone, a partire dall'epicentro

Spero che quanto successo al Giappone induca tutti noi -quantomeno- a una riflessione.

E ci induca anche a pregare e a fare tanti, tanti auguri al mitico Paese del Sol Levante, che possa riprendersi (e di questo ne siamo certi) senza però le conseguenze che un incubo nucleare può portarsi dietro e protrarre molto, molto a lungo.

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5 risposte a Cosa ne sarà del Giappone??..

  1. andrea ha detto:

    Ma avete finito di spammare sto cazzo di sito su yahoo answer??? tra l’altro utilizzando queste tragedie teste di cazzo che non siete altro!!

    • superbravo80 ha detto:

      Chissà perchè cliccando sul tuo nome vengo redirectato sul sito “Psycho-Thrillers EXPLICIT SITE”, non sarà che vuoi pubblicizzare il tuo sito porno o che pigli soldi facendo pubblicità a ‘sto sito e vestendo l’habitus dell’uomo retto ti configuri come quello che predica bene e razzola male??..

      Se non posso prendere un evento drammatico come spunto di riflessione tu allora non puoi (facendomi la ramanzina, oltretutto) utilizzarlo per pubblicizzare il tuo (o di chicchessìa) sito porno.

      Io cerco semplicemente di rendere visibile il sito, e di portare a galla una discussione attuale.

      Lo sai che nel sondaggio alla fine di questo post hanno votato in più di un centinaio di visitatori di ciakmovie e che il 72 percento dei votanti si è espresso contro il nucleare??..

      Io vorrei ragionare su questi dati, e portare a galla una discussione.

      Non mi interessano i moralismi.

      In un Paese dove (appena muore un militare o una ragazza viene stuprata e uccisa) fanno giornate intere di trasmissioni pomeridiane e primi titoli ai telegiornali, e dove le stesse tragedie del Giappone vengono precedute da pubblicità sui video di Youtube non mi sento un pezzo di merda se pubblicizzo un argomento per strutturare un dibattito, attuale e più che mai sentito, e che ci riguarda direttamente o indirettamente tutti.

      C’è poi da dire che gli insulti te li puoi anche tenere per te, e andare a pubblicizzare i tuoi siti porno (spogliandoti del tuo habitus da santarellino, magari) da qualche altra parte.

      Fai come me, metti qualche domanda su Yahoo Answers (a proposito, si scrive con la “s” finale) e vediamo in quanti visitano il tuo sito porno.

      Mi dispiace solo che rispondendoti ho fatto pubblicità al tuo redirect pornografico “Explicit Material, FOR ADULTS ONLY”.

      Se hai anche qualcosa di interessante da dire, a parte far pubblicità al “Psycho-Thrillers EXPLICIT SITE”, allora rimaniamo in trepidante attesa, speranzosi.

      In bocca al lupo col sito porno.

      • chicca92 ha detto:

        Adesso basta però!
        Io non ho ancora votato il sondaggio, e di sicuro voterò contro il nucleare!!
        E voi smettetela di pubblicizzare i siti porno, superbravo ha ragione in questo, predica bene e razzola male, uhu..
        Stronzi a tutti e due.
        superbravo che spamma, quell’altro cojone che finge di indignarsi e alla fine spamma i siti porno.

  2. titonostrano ha detto:

    SIETE UN BRANCO DI IMBECILLI MA NON LO CAPITE CHE ALLA FINE IL NUCLEARE E’ SOLO UN MODO PER FARE UN SACCO DI SOLDI DA PARTE DEI GOVERNI OLTRANZISTI, E ANCHE IN ITALIA??….

  3. StellaLucreziaCremonini ha detto:

    LA LUNGA NOTTE DELLA TRISAVOLA ASINTHA

    di StellaLucreziaCremonini

    Fra le tende del campo viaggiante le torce a propulsione subatomica baluginavano e la luna piena brillava enorme, rotonda e bianca.
    Era una sera tranquilla e gli abitanti di Dismadora avevano finito i pasti serali e davanti ai focolari si inizavano a raccontare le Storie per mandare a letto i figli in maniera che il loro sonno fosse riempito di sogni sapienti.
    Zinco, sciamano degli Elementi, era un uomo di mezza età. Sorseggiava il liquore di noci che preparava all’inizio di ogni stagione calda e che possedeva qualità digestive. Non che sua moglie Avania non sapesse cucinare bene, anzi, lui non aveva mai problemi intestinali, solamente amava quella bevanda aromatica la cui ricetta gli era stata tramandata di generazione in generazione. Avania gli era accanto, anche lei era una sciamana e stava intrecciando corone di erbe aromatiche protettive.
    Anche i loro figli avrebbero intrapreso la strada dello sciamanesimo, non perchè vi fossero costretti, ma semplicemente perchè quando erano nati questo loro destino era stato palese. Per loro il trance lucido era la condizione naturale nella quale vivevano. Gli spiriti di tutti e quattro aleggiavano sempre intorno a loro e non si rendevano mai invadenti né li manipolavano come marionette. Semplicemente li guidavano attraverso la vita proteggendoli e rendendoli savi.
    I figli, Eve e Rupert, erano pronti per coricarsi, ma, come loro solito, reclamavano una storia per concigliarsi il sonno.
    “Babbo, raccontaci una storia di prima che il Tempo finisse!” chiese Eve.
    “Eve, sai perfettamente che non è che il Tempo è finito, solo la compressione spazio-temporale è cambiata. Il Tempo come lo conoscevano gli antenati in effetti non esiste più.” la rimproverò garbatamente la madre Avania.
    “Mamma, dai…Eve non voleva essere scorretta, stiamo andando a dormire, sai anche che che i segreti del Tempo non ci sono ancora permessi!” Il piccolo Rupert amava tantissimo proteggere la sua sorellina, fosse anche da un rimprovero materno pacato come quello.
    “E quale storia vorreste sentire?” chiese Zinco. Egli subodorava perfettamente quale storia loro desiderassero, essendo un telepate esperto. Malgrado la loro capacità di interazione psichica, amavano il linguaggio verbale, perchè era uno degli ultimi retaggi di un’epoca ormai andata ma che valeva la pena di ricordare.
    “Oh, babbo! Lo sai benissimo: voglimo sentire la la storia della lunga notte pericolosa dell’antenata Asintha!” dissero i due figlioletti in coro. Quel pomeriggio si erano messi d’accordo e l’aneddoto della trisavola Asintha era il loro preferito.
    La consorte di Zinco a quella richiesta sussultò: quella storia era, per dei discendenti di stirpe angelica, paurosa, ma anche un esempio di fermezza e disciplina, quindi era utile per dei ragzzetti scalmanati come i suoi pargoli. Non disse niente, non voleva essere né pavida né noiosa, eppure non si trattenne dal mormorare qualche scongiuro a mezzavoce. Lì non c’erano pericoli di alcun genere(era ormai da un tempo molto lungo che il Vero Equilibrio Cosmico era stao raggiunto), ma era sempre meglio essere previdenti. I loro canali erano sempre molto aperti e un qualche spirito sornione li avrebbe potuti infastidire, loro erano ancora troppo piccoli perchè lei potesse permetterlo.
    Zinco sospirò profondamente, raccogliendo la concentrazione. Si appellò alla sua tri-trisavola in modo da non dimenticare niente e da essere il più preciso possibile.
    “Allora, vediamo…
    In quei tempi la tris-avola Asintha era in viaggio. Voleva imparare l’arte del recitare e aveva finalmente finalmente incontrato delle persone che glielo avrebbero insegnato. Sapete, il recitare è un po’ come essere in trance lucido, ti permette di creare energie. È come diventare uno specchio di sé stessi, di chi guarda e degli archetipi eterni che le parole esprimono. Era nella capitale, città di pachidermica importanza, centro, in quei tempi, del potere materiale e di quello così detto spirituale. Purtroppo entrambi erano dominati dalla menzogna e dalla corruzione, malgrado occupassero palazzi maestosi e antichi. Quasi tutti riverivano quei poteri come veritieri ma la trisavola Asintha e le persone come lei avevano smesso di farsi abbindolare già da parecchio tempo.
    Dovete sapere che le persone del teatro non erano solo dei teatranti, ma erano tutti degli iniziati. Anche la trisavola Asintha lo era e come noi aveva degli spiriti guida. Come tutti gli iniziati sapeva di dover superare delle prove di verità, giustizia e correttezza.
    Quando accadde era l’ultima notte che Asintha avrebbe passato nella mastodontica città. I suoi compagni teatranti sapevano che avrebbe dovuto superare un’ultima, pericolosissima, prova. Sapevano che se non l’avesse superata sarebbe stata trascinata in un luogo malvagio, non molto diverso dalla realtà, dove però non avrebbe mai realizzato sé stessa, anzi avrebbe perso ogni cosa che per lei era importante. Avrebbe sofferto per l’Eternità e il Tutto sarebbe andato in malora.”
    “Babbo, quando intendi il Tutto, vuoi dire tutto tutto?”
    “Esatto, qualsiasi cosa sarebbe stata dominata dalla menzogna e dalla cattiveria, dal piacere di pervertire tutto ciò che era vero, giusto e corretto. Noi non saremmo mai esistiti e l’Equilibrio Cosmico sarebbe diventato un perenne Disequilibrio. La trisavola Asintha sapeva perfettamente che genere di rischi stava correndo e i suoi spiriti giuda le avevano solo fatto sapere che avrebbe dovuto vegliare fino al mattino, barricata nella stanza in cui era ospite, con la porta chiusa a chiave.
    Tornò nella casa in cui era ospite un’ora dopo la mezzanotte.
    Si cucinò da mangiare e si preparò una bevanda calda e amara dalle proprietà eccitanti.
    Consumò il pasto nella stanza già chiusa a chiave dalla quale sarebbe uscita solo all’ora mattutina prestabilita.”
    “Come fece a passare il tempo per rimanere sveglia?” chiese Rupert.
    “Guardò qualche film, che a quei tempi erano come le nostre storie, ma fatti di immagini e suoni, impressi su dispositivi elettronici.
    Scelse, per aspettare l’alba nelle ore più pericolose, la lunga e complessa storia del principe di un luogo chiamato Danimarca il cui compito era quello di ripristinare l’ordine delle cose dopo che l’ingiustizia aveva usurpato il suo ruolo legittimo nel regno. Quella storia appassionava così tanto la trisavola Asintha che il tempo le passò con traquillità. Spesso innalzava meditazioni di una pianta chiamata tabacco per essere sicura di essere ancora sveglia.”
    “E poi babbo?”lo incalzò la piccola Eve.
    “E poi…un’ora prima dell’alba, sentì una porta aprirsi, sul momento non si preoccupò affatto, sapeva che gli abitanti di quella casa si svegliavano molto presto. Ma poi si rese conto che chi aveva aperto quella porta, al di là della sua, chiusa a chiave, non era per niente umano.”
    “Come lo capì, babbo?”
    “è semplice, udì dei passi, più che altro dei tonfi, cupi e pesanti. Non ebbe alcun dubbio: o dietro quella porta chiusa a chiave stava passando una donna cannone con ai piedi delle grosse scarpe chiodate o quelli erano zoccoli belli e buoni. Sentì la porta d’ingresso aprirsi e chiudersi. Poi quel qualcuno prese l’ascensore, che a quei tempi era una cabina meccanica che permetteva di salire o scendere dentro agli edifici.”
    “Poi la trisavola Asintha uscì dalla stanza?”
    “Certo, ma pazientò per un’altra ora, perchè sapeva che così doveva essere. Alla fine uscì nella luce del mattino, in partenza. Era ansiosa di riabbracciare il suo amato consorte. Durante il viaggio di ritorno arrivarono altre prove ma lei fu sempre ferma e determinata a non perdere ciò che per lei era importante. Arrivo nella sua dimora sana, salva e felice.”
    “Babbo, ma quando parli di zoccoli, intendi dire che chi usò quell’ascensore era un demone come quelli dei miti antichi?”
    “Vi assicuro, un autentico demone, fornito di zoccoli e corna, probabilmente anche di coda. Beh, direi che la storia è finita. Andate a letto e fate dei bei sogni intelligenti.”
    La moglie di Zinco sospirò forte di sollievo, capiva la fascinazione dei suoi figli per quella storia, eppure lei sarebbe morta di paura.
    Baciarono i loro figli che si coricarono nei loro giacigli.
    Avania versò del liquore di noci anche per sé. Rimasero lì a parlare amabilmente, annusando l’aria fresca della notte, guardando la luna, piena di arcobaleni.
    Si sentiva protetta e felice.

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